Il prossimo FORUM di Nuove Frontiere è previsto per giovedì 24 marzo alle ore 21 all'Hotel Candiani di Casale Monferrato
A) L’avv.to Giorgio Grangia, illustrerà, il nuovo Istituto della“ Mediazione ” obbligatoria diretta alla composizione delle controversie civili e commerciali.
L’avv. Grangia risponderà poi alla domande che gli verranno fatte.
B) Seguirà la trattazione e la discussione sui temi che interessano direttamente Casale Monferrato ed il nostro Territorio, con proposte, interventi e domande.
Contiamo sulla Vostra presenza, essenziale per ogni buona riuscita ed anzi necessaria perché la Associazione Nuove Frontiere possa validamente proseguire la sua attività di iniziative, di informazione alla gente e di stimolo ai Politici Casalesi.
…..Ti aspetto Giovedì sera !
I migliori saluti
Il Presidente Alberto Riccio
domenica 13 marzo 2011
mercoledì 23 febbraio 2011
venerdì 7 gennaio 2011
giovedì 6 gennaio 2011
domenica 2 gennaio 2011
Casale sogna la secessione
Fonte: La Pulce on line http://www.lapulceonline.it
Alessandria e Casale: un binomio che da secoli è sinonimo di una rivalità ormai divenuta leggendaria. Dalla storia, alla politica, passando per l’economia, la cultura e lo sport: in ogni settore, in ogni aspetto e in ogni peculiarità fin dalle remote controversie medievali, si percepisce quanto i rapporti tra le due città siano stati sempre in tensione. Dunque, due centri contrapposti, profondamente diversi, collocati nella stessa Provincia ma di fatto appartenenti a due aree geografiche e a due mondi distinti. Le diversità sono così marcate che alcuni, soprattutto dalla sponda monferrina, vorrebbero addirittura una separazione concreta e uffi ciale dei due territori. L’Associazione Nuove Frontiere, concepita per difendere e rilanciare Casale Monferrato, è tra le più attive su questo tema, destinato quasi sicuramente a far discutere con il suo carico di novità e polemiche. L’obiettivo dichiarato dal gruppo è quello di dare vita a una Provincia Federata nella quale Casale ottenga l’agognato status di co-capoluogo insieme a Vercelli. Nuove Frontiere è convinta che il ruolo attuale rivestito da Casale all’interno della Provincia di Alessandria sia del tutto marginale e poco coerente con l’illustre e glorioso passato della città. Un tempo fu capitale del Marchesato del Monferrato, sede di Senato e di Corte d’Appello, mentre ora rappresenta uno dei più importanti poli industriali della zona. E’ normale che l’essere costretti al ruolo di semplice Comune all’interno di una Provincia con a capo i “cugini” mandrogni rivali da sempre, sia stato un colpo durissimo da incassare per i casalesi. Oltre al danno, insomma, pure la beffa. Da qualche tempo, però si è aperta la possibilità della svolta: il sogno è quello di emulare altre Province Federate comparse recentemente (Massa-Carrara, Pesaro-Urbino, Monza-Brianza). In questo modo, potranno insediarsi a Casale numerosi Enti ed Istituzioni di livello provinciale che daranno così ulteriore valore alla città e forniranno un forte stimolo allo sviluppo e alla crescita. A dire il vero, il progetto è partito alcuni anni fa da Vercelli, grazie all’impegno dell’On. Roberto Rosso, e l’Associazione Nuove Frontiere si è dimostrata fin da subito una convinta e decisa sostenitrice dell’iniziativa. C’è ovviamente la piena consapevolezza delle diffi coltà che un cambiamento di tale portata porta con sè. Tuttavia l’Associazione ha deciso di impegnarsi a fondo per stabilire continui contatti con Roberto Rosso e con tutti i vercellesi favorevoli all’annessione di Casale, in modo da arrivare ad una svolta in tempi rapidi. Nel frattempo, Nuove Frontiere sta cercando di trovare consenso anche sul fronte interno, monitorando la situazione alla ricerca di possibili alleati politici disposti ad intraprendere insieme questo difficile progetto. Si sta discutendo, inoltre, sulla possibilità di indire un referendum cittadino sul tema, per verificare quale sia l’opinione generale dei casalesi. Al di là dell’entusiasmo, dei clamori e degli aspetti positivi, non bisogna dimenticare il fatto che Casale, nel caso di approvazione del progetto, sarebbe chiamata a compiere un salto in alto assai difficile ed impegnativo. Finora la città ha dimostrato di essere un Comune forte e ben organizzato: ce la farà a reggere il cambio di ritmo e il passaggio da un ruolo marginale ad uno di primo piano? L’essere capoluogo comporta vantaggi, benefi ci e risorse ma anche maggiori costi, più attenzione, più responsabilità. Riuscirà Casale ad adattarsi in fretta ai nuovi compiti? Di sicuro anni e anni passati all’ombra di Alessandria hanno condizionato inevitabilmente la città monferrina. Ora quello che l’Associazione Nuove Frontiere vuole, è un cambio di marcia. Le delusioni pregresse e la rivalità mai placata possono funzionare da incentivo decisivo per la partenza dell’iniziativa. C’e da chiedersi se questi impulsi, uniti all’orgoglio dei fasti passati e alle potenzialità attuali, siano veramente suffi cienti a permettere il raggiungimento dell’indipendenza da Alessandria e l’elevazione della città monferrina al ruolo che da decenni cerca disperatamente di ottenere. Finora i casalesi non sono riusciti a liberarsi dalla supremazia formale degli alessandrini. La creazione della Provincia Federata con Vercelli potrebbe essere l’occasione giusta per compiere il grande salto e tagliare, una volta per tutte, anche gli ultimi legami amministrativi che, di fatto, tengono insieme due territori mai realmente uniti.
Alessandria e Casale: un binomio che da secoli è sinonimo di una rivalità ormai divenuta leggendaria. Dalla storia, alla politica, passando per l’economia, la cultura e lo sport: in ogni settore, in ogni aspetto e in ogni peculiarità fin dalle remote controversie medievali, si percepisce quanto i rapporti tra le due città siano stati sempre in tensione. Dunque, due centri contrapposti, profondamente diversi, collocati nella stessa Provincia ma di fatto appartenenti a due aree geografiche e a due mondi distinti. Le diversità sono così marcate che alcuni, soprattutto dalla sponda monferrina, vorrebbero addirittura una separazione concreta e uffi ciale dei due territori. L’Associazione Nuove Frontiere, concepita per difendere e rilanciare Casale Monferrato, è tra le più attive su questo tema, destinato quasi sicuramente a far discutere con il suo carico di novità e polemiche. L’obiettivo dichiarato dal gruppo è quello di dare vita a una Provincia Federata nella quale Casale ottenga l’agognato status di co-capoluogo insieme a Vercelli. Nuove Frontiere è convinta che il ruolo attuale rivestito da Casale all’interno della Provincia di Alessandria sia del tutto marginale e poco coerente con l’illustre e glorioso passato della città. Un tempo fu capitale del Marchesato del Monferrato, sede di Senato e di Corte d’Appello, mentre ora rappresenta uno dei più importanti poli industriali della zona. E’ normale che l’essere costretti al ruolo di semplice Comune all’interno di una Provincia con a capo i “cugini” mandrogni rivali da sempre, sia stato un colpo durissimo da incassare per i casalesi. Oltre al danno, insomma, pure la beffa. Da qualche tempo, però si è aperta la possibilità della svolta: il sogno è quello di emulare altre Province Federate comparse recentemente (Massa-Carrara, Pesaro-Urbino, Monza-Brianza). In questo modo, potranno insediarsi a Casale numerosi Enti ed Istituzioni di livello provinciale che daranno così ulteriore valore alla città e forniranno un forte stimolo allo sviluppo e alla crescita. A dire il vero, il progetto è partito alcuni anni fa da Vercelli, grazie all’impegno dell’On. Roberto Rosso, e l’Associazione Nuove Frontiere si è dimostrata fin da subito una convinta e decisa sostenitrice dell’iniziativa. C’è ovviamente la piena consapevolezza delle diffi coltà che un cambiamento di tale portata porta con sè. Tuttavia l’Associazione ha deciso di impegnarsi a fondo per stabilire continui contatti con Roberto Rosso e con tutti i vercellesi favorevoli all’annessione di Casale, in modo da arrivare ad una svolta in tempi rapidi. Nel frattempo, Nuove Frontiere sta cercando di trovare consenso anche sul fronte interno, monitorando la situazione alla ricerca di possibili alleati politici disposti ad intraprendere insieme questo difficile progetto. Si sta discutendo, inoltre, sulla possibilità di indire un referendum cittadino sul tema, per verificare quale sia l’opinione generale dei casalesi. Al di là dell’entusiasmo, dei clamori e degli aspetti positivi, non bisogna dimenticare il fatto che Casale, nel caso di approvazione del progetto, sarebbe chiamata a compiere un salto in alto assai difficile ed impegnativo. Finora la città ha dimostrato di essere un Comune forte e ben organizzato: ce la farà a reggere il cambio di ritmo e il passaggio da un ruolo marginale ad uno di primo piano? L’essere capoluogo comporta vantaggi, benefi ci e risorse ma anche maggiori costi, più attenzione, più responsabilità. Riuscirà Casale ad adattarsi in fretta ai nuovi compiti? Di sicuro anni e anni passati all’ombra di Alessandria hanno condizionato inevitabilmente la città monferrina. Ora quello che l’Associazione Nuove Frontiere vuole, è un cambio di marcia. Le delusioni pregresse e la rivalità mai placata possono funzionare da incentivo decisivo per la partenza dell’iniziativa. C’e da chiedersi se questi impulsi, uniti all’orgoglio dei fasti passati e alle potenzialità attuali, siano veramente suffi cienti a permettere il raggiungimento dell’indipendenza da Alessandria e l’elevazione della città monferrina al ruolo che da decenni cerca disperatamente di ottenere. Finora i casalesi non sono riusciti a liberarsi dalla supremazia formale degli alessandrini. La creazione della Provincia Federata con Vercelli potrebbe essere l’occasione giusta per compiere il grande salto e tagliare, una volta per tutte, anche gli ultimi legami amministrativi che, di fatto, tengono insieme due territori mai realmente uniti.
domenica 5 dicembre 2010
Osservazioni e spunti di riflessione sull’argomento Gestione Rifiuti
Gent.mo Direttore e Spett.le Redazione,
a seguito degli ultimi avvenimenti ed alle notizie riportate dal vostro e da altri giornali locali, chiediamo gentilmente spazio per portare alcune osservazioni e spunti di riflessione sull’argomento Gestione Rifiuti. La passata Amministrazione di centrosinistra era stata criticata per la mancanza di dialogo e condivisione delle scelte di gestione rifiuti( troppe deleghe decisionali a nostro parere erano state date al CCR e al suo Presidente ),ora con l’Amministrazione di centrodestra assistiamo alla stessa mancanza di dialogo e di informazione alla popolazione interessata. Dopo il “caldo” Consiglio Comunale del 18 ottobre e a seguito dell’Ordine del Giorno presentato dalla Lista Civica Nuove Frontiere si pensava e sperava in un cambiamento di rotta da parte della nuova Amministrazione ma tutto ciò non sta avvenendo. Ora in riferimento alle nuove progettazioni e cambiamenti della gestione rifiuti( Ecobank e isole seminterrate ) come cittadini è necessario porre alcune osservazioni e riflessioni :
1) Il Presidente di Cosmo Fabrizio Amatelli “sottolinea che i costi per far funzionare il servizio di gestione delle isole seminterrate e degli Ecobank sono tutti da valutare e da trattare con il Comune”. Le buste con la gara d’appalto degli Ecobank verranno aperte il 15 dicembre 2010.
2) Visionando sui giornali la mappa del Centro Storico e del previsto posizionamento delle isole seminterrate si nota che sono previste solo 4 su 10 isole entro i “confini” del Centro storico , tutto ciò comporterà disagi ai cittadini che dovranno percorrere in alcuni casi alcune centinaia di metri per poter conferire i rifiuti.
3) Non si comprende perché è stata scelta la tipologia di isola seminterrata certamente più invasiva e con maggior impatto visivo delle isole completamente interrate ( per far capire bene di cosa parliamo vi alleghiamo foto di come potrebbe diventare Piazza Castello con le seminterrate e come si presenta invece l’area di Firenze davanti alla stupenda chiesa di S.Maria Novella con isole interrate ). Da nostre informazioni i costi economici di acquisto e gestione tra una tipologia o l’altra potrebbero equivalere.
4) L’Ecobank e la prevista isola seminterrata posizionata dietro all’edicola e al chiosco di informazioni turistiche porterà un inevitabile aumento del traffico automobilistico e di movimento di persone con sacchi di bottiglie , lattine e rifiuti vari in un’area di parcheggio a pagamento a ridosso del Centro Storico,( sono previsti conferimenti di 5/6.000 bottiglie e lattine giornaliere ) proviamo a pensare alle mattinate in cui c’è mercato o che “spettacolo” potrebbe presentarsi ai turisti che parcheggiano in Piazza Castello , vera porta d’ingresso per il Centro Storico. Il buon senso e il buon gusto dicono di non posizionare isole seminterrate in prossimità del Teatro settecentesco, insistendo non vorremmo che si creassero situazioni simili al posizionamento delle famose”palle” di granito in via Saffi o della fontana in via Lanza poi sradicata in tutta fretta. Alessandria ha posizionato l’Ecobank nel piazzale di un supermercato.
5) Verrà fatta una gara d’appalto per la fornitura degli Ecobank. In merito sarebbe utile conoscere quante aziende producono tale manufatto. Ovviamente si da per scontato che chi ha formulato il Progetto, abbia evidenziato all’interno del medesimo delle caratteristiche costruttive comuni a tutte le aziende produttrici proprio per dare la possibilità a più aziende di partecipare ( il costo totale previsto per le 3 postazioni supera i 350.000 €,metà dell’importo sarà pagato dalla Regione Piemonte il resto dal Comune, è giusto rilevare che con € 350.000 si potevano acquistare almeno7/ 8 isole interrate).Gli Ecobank per ora sono installati solo in Piemonte . Alessandria e Valenza hanno un solo Ecobank installato,le prossime installazioni avverranno a Casale , Venaria e Candelo ,questo sistema svolge funzioni educative e di marketing per incentivare e motivare la raccolta delle bottiglie di plastica e delle lattine che devono essere conferite intere, non può certamente sostituirsi ai sistemi completi di raccolta differenziata della plastica. In contemporanea agli scavi per l’Ecobank verranno effettuati gli scavi anche per le isole seminterrate come se si fosse già deciso quale tipologia costruttiva verrà adottata. L’appalto per le isole seminterrate avverrà solo nel 2011.
Per quanto sopraesposto l’Associazione Nuove Frontiere invita ancora una volta l’Amministrazione Comunale e l’Assessore all’Ambiente Vito De Luca ad organizzare incontri e confronti pubblici ed informativi con tutta la popolazione interessata, se in passato sono stati commessi degli errori noi cittadini/utenti non vorremmo che si ripetessero anche in futuro,non vogliamo ulteriori sorprese o pagare nuovi aumenti della Tarsu/Tia causati da errate scelte tecniche o false aspettative. Il confronto e l’informazione devono essere fatti in modo preventivo e trasparente soprattutto vogliamo che la gestione dei rifiuti non sia solo determinata da un “Piano De Luca” così come è stato definito dai giornali ma sia un piano studiato con accortezza e condiviso da tutta la città, è necessario confrontarsi sul progetto globale e sui cambiamenti che si vogliono adottare, i casalesi vogliono sapere quali saranno i nuovi investimenti, quali le nuove aspettative di raccolta differenziata, quali i costi di gestione e le tariffe che nei prossimi anni pagheranno i cittadini e tutte le attività produttive della nostra città.
Ringraziando per l’attenzione e per l’eventuale pubblicazione siamo sempre disponibili ad ogni confronto e porgiamo
Cordiali saluti
Massimo De Bernardi
Per il Consiglio Direttivo
Associazione Nuove Frontiere per la Difesa e il Rilancio di Casale e del Monferrato
Casale Monferrato 23/11/2010
a seguito degli ultimi avvenimenti ed alle notizie riportate dal vostro e da altri giornali locali, chiediamo gentilmente spazio per portare alcune osservazioni e spunti di riflessione sull’argomento Gestione Rifiuti. La passata Amministrazione di centrosinistra era stata criticata per la mancanza di dialogo e condivisione delle scelte di gestione rifiuti( troppe deleghe decisionali a nostro parere erano state date al CCR e al suo Presidente ),ora con l’Amministrazione di centrodestra assistiamo alla stessa mancanza di dialogo e di informazione alla popolazione interessata. Dopo il “caldo” Consiglio Comunale del 18 ottobre e a seguito dell’Ordine del Giorno presentato dalla Lista Civica Nuove Frontiere si pensava e sperava in un cambiamento di rotta da parte della nuova Amministrazione ma tutto ciò non sta avvenendo. Ora in riferimento alle nuove progettazioni e cambiamenti della gestione rifiuti( Ecobank e isole seminterrate ) come cittadini è necessario porre alcune osservazioni e riflessioni :
1) Il Presidente di Cosmo Fabrizio Amatelli “sottolinea che i costi per far funzionare il servizio di gestione delle isole seminterrate e degli Ecobank sono tutti da valutare e da trattare con il Comune”. Le buste con la gara d’appalto degli Ecobank verranno aperte il 15 dicembre 2010.
2) Visionando sui giornali la mappa del Centro Storico e del previsto posizionamento delle isole seminterrate si nota che sono previste solo 4 su 10 isole entro i “confini” del Centro storico , tutto ciò comporterà disagi ai cittadini che dovranno percorrere in alcuni casi alcune centinaia di metri per poter conferire i rifiuti.
3) Non si comprende perché è stata scelta la tipologia di isola seminterrata certamente più invasiva e con maggior impatto visivo delle isole completamente interrate ( per far capire bene di cosa parliamo vi alleghiamo foto di come potrebbe diventare Piazza Castello con le seminterrate e come si presenta invece l’area di Firenze davanti alla stupenda chiesa di S.Maria Novella con isole interrate ). Da nostre informazioni i costi economici di acquisto e gestione tra una tipologia o l’altra potrebbero equivalere.
4) L’Ecobank e la prevista isola seminterrata posizionata dietro all’edicola e al chiosco di informazioni turistiche porterà un inevitabile aumento del traffico automobilistico e di movimento di persone con sacchi di bottiglie , lattine e rifiuti vari in un’area di parcheggio a pagamento a ridosso del Centro Storico,( sono previsti conferimenti di 5/6.000 bottiglie e lattine giornaliere ) proviamo a pensare alle mattinate in cui c’è mercato o che “spettacolo” potrebbe presentarsi ai turisti che parcheggiano in Piazza Castello , vera porta d’ingresso per il Centro Storico. Il buon senso e il buon gusto dicono di non posizionare isole seminterrate in prossimità del Teatro settecentesco, insistendo non vorremmo che si creassero situazioni simili al posizionamento delle famose”palle” di granito in via Saffi o della fontana in via Lanza poi sradicata in tutta fretta. Alessandria ha posizionato l’Ecobank nel piazzale di un supermercato.
5) Verrà fatta una gara d’appalto per la fornitura degli Ecobank. In merito sarebbe utile conoscere quante aziende producono tale manufatto. Ovviamente si da per scontato che chi ha formulato il Progetto, abbia evidenziato all’interno del medesimo delle caratteristiche costruttive comuni a tutte le aziende produttrici proprio per dare la possibilità a più aziende di partecipare ( il costo totale previsto per le 3 postazioni supera i 350.000 €,metà dell’importo sarà pagato dalla Regione Piemonte il resto dal Comune, è giusto rilevare che con € 350.000 si potevano acquistare almeno7/ 8 isole interrate).Gli Ecobank per ora sono installati solo in Piemonte . Alessandria e Valenza hanno un solo Ecobank installato,le prossime installazioni avverranno a Casale , Venaria e Candelo ,questo sistema svolge funzioni educative e di marketing per incentivare e motivare la raccolta delle bottiglie di plastica e delle lattine che devono essere conferite intere, non può certamente sostituirsi ai sistemi completi di raccolta differenziata della plastica. In contemporanea agli scavi per l’Ecobank verranno effettuati gli scavi anche per le isole seminterrate come se si fosse già deciso quale tipologia costruttiva verrà adottata. L’appalto per le isole seminterrate avverrà solo nel 2011.
Per quanto sopraesposto l’Associazione Nuove Frontiere invita ancora una volta l’Amministrazione Comunale e l’Assessore all’Ambiente Vito De Luca ad organizzare incontri e confronti pubblici ed informativi con tutta la popolazione interessata, se in passato sono stati commessi degli errori noi cittadini/utenti non vorremmo che si ripetessero anche in futuro,non vogliamo ulteriori sorprese o pagare nuovi aumenti della Tarsu/Tia causati da errate scelte tecniche o false aspettative. Il confronto e l’informazione devono essere fatti in modo preventivo e trasparente soprattutto vogliamo che la gestione dei rifiuti non sia solo determinata da un “Piano De Luca” così come è stato definito dai giornali ma sia un piano studiato con accortezza e condiviso da tutta la città, è necessario confrontarsi sul progetto globale e sui cambiamenti che si vogliono adottare, i casalesi vogliono sapere quali saranno i nuovi investimenti, quali le nuove aspettative di raccolta differenziata, quali i costi di gestione e le tariffe che nei prossimi anni pagheranno i cittadini e tutte le attività produttive della nostra città.
Ringraziando per l’attenzione e per l’eventuale pubblicazione siamo sempre disponibili ad ogni confronto e porgiamo
Cordiali saluti
Massimo De Bernardi
Per il Consiglio Direttivo
Associazione Nuove Frontiere per la Difesa e il Rilancio di Casale e del Monferrato
Casale Monferrato 23/11/2010
giovedì 2 dicembre 2010
Stasera il forum di Nuove Frontiere. Si parlerà di provincia federata, tarsu, futuro del tribunale e della caserma Bixio
L'Avv. Giancarlo Curti, fondatore e Presidente Onorario dell'Associazione Nuove Frontiere.Fonte: Casale News http://www.casalenews.it/index
2 Dicembre 2010 – CASALE Monferrato
È fissato per questa sera, giovedì 2 dicembre, alle 21, presso l’hotel Candiani, il nuovo forum dell’associazione Nuove Frontiere. In questo appuntamento, annunciano gli organizzatori, si parlerà della Provincia Federata con Vercelli, “presupposto perché Casale Monferrato non muoia come città di certo rilievo”, della Tarsu e gestione rifiuti (situazione attuale ed iniziative di Nuove Frontiere), dell’ordine del giorno della lista civica e discusso in consiglio comunale riguardante il futuro della Nino Bixio, del futuro del tribunale di Casale Monferrato e della Università Popolare.
giovedì 4 novembre 2010
Nuove Frontiere sui rifiuti: 'Perché non si applica lo stesso sistema in uso nei paesi?'
Fonte: Casale News http://www.casalenews.it
Lungo e articolato intervento della lista civica nel dibattito politico su differenziata, porta a porta, tarsu e tia
4 Novembre 2010 – CASALE – Il dibattito politico su rifiuti, raccolta differenziata, porta a porta, tarsu e tia, prosegue senza sosta. Pubblichiamo il lungo intervento della lista civica Nuove Frontiere, firmato dal componente del consiglio direttivo Massimo De Bernardi, in cui si ribadisce la contrarietà al porta a porta pur comprendendo l’esigenza di differenziare e ci si chiede come mai a Casale non si applichi lo stesso sistema di raccolta in funzione nei paesi e in alcune frazioni.
“Crediamo sia utile ricordare ancora una volta – scrive De Bernardi – che la raccolta differenziata (da non confondere con il metodo di raccolta “porta a porta”!) sia necessaria ed utile, detto questo vogliamo ribadire che ogni cittadino, ogni famiglia, ogni azienda deve differenziare bene i rifiuti a casa propria e non ha nessuna importanza se poi si conferiscono i rifiuti nel cassonetto stradale, nel cassonetto del “porta a porta” o nelle isole ecologiche semi o interrate!”.
“Non si comprende ad esempio – prosegue De Bernardi – perché il “porta a porta” debba essere considerato da alcuni “ di sinistra” o le isole ecologiche interrate debbano essere considerate “di destra” tutto ciò è una aberrazione (l’ennesima!) della contrapposizione ideologica tra i due schieramenti politici, tutto ciò avviene anche sulla gestione dei rifiuti, sarebbe opportuno liberarci da pregiudizi e false ideologie ed analizzare questo ed altri problemi solo da un punto di vista tecnico dell’efficienza, efficacia, economicità e trasparenza così come richiesto dalle normative in materia sia nazionali che europee”.
“Resta da capire perché in Italia non esista una unica normativa nazionale sulle metodologie di raccolta rifiuti, basta analizzare quanto avviene nella provincia di Alessandria per vedere che a Valenza, Novi, Tortona, Casale, nella stessa Alessandria il metodo di raccolta cambia e quando cambia il “colore” del partito che governa una città a volte cambia anche il metodo di raccolta rifiuti”.
“Possiamo dire che il metodo “porta a porta” è efficiente, efficace e soprattutto economico? Certamente a Casale Monferrato tutto ciò non è avvenuto e le ultime “sorprese” con un aumento dei costi dal 2006 della raccolta rifiuti di circa il 40% lo confermano,resta da capire perché in altre realtà i costi alle utenze sono diminuiti e a Casale invece negli ultimi anni sono aumentati in modo esponenziale, il “porta a porta” è stato un metodo imposto dalla passata amministrazione, non c’è stata condivisione con la popolazione e ancora oggi restano problematiche aperte di igienicità quali il mancato lavaggio dei contenitori, probabilmente si è dato ascolto a qualche fuorviante progetto di consulenti tecnici e soprattutto dal punto di vista economico i risultati sono stati in grande parte disattesi se si pensa che nel 2006 si era previsto di ottenere circa 600mila euro di utili dalla vendita dei prodotti della raccolta differenziata ed il dato 2009 invece conferma che gli importi relativi al Comune di Casale per la vendita di carta/cartone, vetro, plastica, ferro e alluminio, batterie al piombo ecc. sono stati di 244mila circa a cui devono essere sottratti 205mila euro quale spesa di smaltimento per l’organico…..restano solo 39mila euro a fronte di una spesa di costo complessivo di raccolta e gestione rifiuti prevista nel 2010 di 6.890mila euro!”.
“Che fare allora ? La situazione del centro storico è sotto gli occhi di tutti ed è evidente oggi (come lo era per molti già 4 anni fa!) che in questa zona non si può tecnicamente effettuare il “porta a porta”, per chi ha poca memoria occorre ricordare che nonostante le promesse fatte a suo tempo dal sindaco Mascarino e dal presidente CCR Spinoglio di introdurre il porta a porta spinto anche nel centro storico di Casale tale ipotesi veniva di fatto stoppata dall’assessore provinciale all’Ambiente Sandalo il quale dichiarava testualmente sui giornali ai primi di giugno 2008: “Via i cassonetti dai centri storici!”.
“Strano che oggi ci si dimentichi di questi fatti e da parte di qualche partito di centrosinistra ci si chieda perché non si fa il porta a porta anche in centro o che senso hanno le isole ecologiche interrate quando già allora si pensava alla loro introduzione nei centri storici”.
“Riteniamo comunque che oggi occorra fare una pausa di riflessione e che la nuova amministrazione di centrodestra debba analizzare bene i pro e i contro di una nuova rivoluzione o cambiamento totale sulla gestione dei rifiuti, i previsti e radicali progetti comportano nuovi investimenti per altri 4 milioni di euro e tali costi ricadranno nei prossimi anni sempre sulle spalle degli utenti casalesi (cittadini, commercianti, attività produttive ecc. )”.
“Non si comprende perché sin dall’inizio non si sia preso in esame anche per la città di Casale Monferrato il metodo integrato di raccolta rifiuti più economico e meno invasivo delle proprietà private, il metodo attualmente in vigore in tutti i paesi del comprensorio gestito dal CCR (oltre 40mila abitanti!) e nelle frazioni di Casale (Popolo, Terranova, San Germano …) e cioè la raccolta stradale per carta, plastica e vetro e raccolta domiciliare per organico ed indifferenziato, tale metodo tra l’altro secondo i dati diffusi negli scorsi anni dava risultati in percentuale di raccolta differenziata migliori di quelli ottenuti a Casale”.
“Nei prossimi anni resta anche da risolvere il problema della tariffazione puntuale, tutto ciò dovrà avvenire nel passaggio definitivo da TARSU a TIA (tariffa di igiene ambientale), con l’attuale metodo porta a porta e con i cassonetti condominiali tutto ciò non potrà avvenire (e lo si sapeva fin dal 2006!), è necessario introdurre metodi di misurazione puntuale ad utenza a svuotamento o a peso del conferimento del rifiuto indifferenziato (quest’ultima soluzione pare tecnicamente più costosa e complicata da ottenersi), anche in questo caso senza la dovuta informazione e formazione alla popolazione è prevedibile una certa e significativa “migrazione” dei rifiuti con il rischio di un aumento incivile delle discariche selvagge”.
“La TIA comunque comporterà ulteriori aumenti di costi, inutile negarlo o creare false aspettative. La nostra Associazione vista la delicatezza e importanza delle tematiche ambientali che interessano tutta la popolazione chiede alla attuale amministrazione e al sindaco Demezzi di aprire un confronto anche tramite assemblee pubbliche ed informare in maniera puntuale e trasparente tutta la cittadinanza sui nuovi progetti e costi di gestione attesi per la raccolta rifiuti prevista per i prossimi anni, tutto ciò sino ad ora non è avvenuto, l’aumento spropositato della Tarsu per alcune famiglie e categorie con costi più che raddoppiati crea inevitabili malumori ,vibrate proteste da parte degli utenti , queste proteste dei semplici cittadini, dei ristoratori e pizzaioli ad esempio sono giustificabili e condivisibili anche da parte nostra, continuando su questa strada senza il necessario confronto coi cittadini la nuova amministrazione corre il rischio di commettere gli stessi errori avvenuti in passato!".
"Comunicazione, confronto e trasparenza questo è quello che chiede la nostra Associazione e la stragrande maggioranza dei cittadini casalesi”.
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