giovedì 18 febbraio 2016

Casale Monferrato

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mercoledì 17 febbraio 2016

Parco Naturale del MONFERRATO

Provocazione di Curti: 'Un parco naturale del Monferrato come antidoto al declino'

Intervento dell'esponente dell'associazione Nuove Frontiere

Proseguiamo nel dibattito sulla fusione Casale Monferrato – Camagna, ospitando un nuovo intervento di Gian Carlo Curti dellìAssociazione Nuove Frontiere per la Difesa ed il Rilancio di Casale e del Monferrato: “Ho già espresso ultimamente – scrive – il mio favorevole pensiero sulla vicenda 'Fusioni di Comuni'. Martedì della scorsa settimana si è discusso sulla fusione e/o incorporazione del Comune di Camagna in quello di Casale Monferrato. Il Consiglio Comunale di Casale, leggiamo, ha espresso parere favorevole con una votazione della maggioranza: l’opposizione si è astenuta”.
“La problematica in generale – prosegue – è nota anche perché molti piccoli Comuni, si dice, dovrebbero scomparire; i tempi cambiano per tante cose e molto velocemente anche sotto tale profilo”.
“Le motivazioni che spingono per dette fusioni sono molteplici e chi vuole, leggendo, può documentarsi facilmente su esse. Vi sono anche motivazioni contrarie: non siamo infatti di fronte a formule matematiche per cui, ad esempio, 2+2 fa senza possibilità di contestazioni 4 e solo 4. Ma il futuro come si prospetta, sembra veramente lasciare in minoranza le difese di chi si voglia opporsi adducendo motivi nostalgici, motivi affettivi, o anche motivi più ragionati. Avanti dunque, avanti”.
“Ottime le decisioni di Camagna e Casale di unirsi fra di loro. Certo occorrerà per questa fusione e/o incorporazione e per altre che si spera avvengano e presto, che i Politici espressioni e reggitori delle Comunità siano all’altezza delle situazioni, che si impegnino, che siano rispettosi delle dette Comunità, che facciano gli interessi di esse: e per questo, occorreranno capacità, intraprendenza, buon senso e… molto olio di gomito!”
“Poste le vicende “fusioni” sulla bilancia, l’esito non dovrebbe poter essere che questo: questi…matrimoni, oggi, si devono fare!”
“Se si clicca, ad esempio, sul Comune di Chivasso, si legge quale fermento stia percorrendo l’intero territorio in punto fusioni con i Comuni della zona e rapporti territoriali. Così leggiamo di “...una stazione Porta Canavese – Monferrato discussa in un convegno ad Ivrea”.
“Così in punto specifico fusione di Comuni piccoli, si discute e si sta discutendo nel Chivassese, per creare un Comune di 100.000 abitanti. Si scrive: “Proposta per trasformare l’area omogenea del Chivassese in un unico Comune, per avere una amministrazione meno costosa, più efficiente, più rappresentativa, in grado di dare un futuro al territorio”. Ed altre motivazioni poi ci sono”.
“E noi, e del nostro territorio, sempre più stretto fra le Comunità Alessandrina, Astigiana, Vercellese, che ne facciamo? Finora mi pare stiamo solo assistendo alla sua lenta inesorabile disgregazione con un declino in particolare della città di Casale Monferrato – la vera ed unica Capitale del Monferrato – che non ha eguali in nessuna città d’Italia”.
“Se prendiamo, ad esempio la guida telefonica della prov. di Alessandria del 2014, leggiamo sulla copertina “Alessandria e provincia”. Se prendiamo la guida telefonica del 2016 leggiamo “Territorio di Alessandria”. C’è bisogno, in generale, di qualche spiegazione per contrastare argomentazioni superficiali e mentalmente anguste di molti… Soloni che pontificano di qua e di là? Già ci sono serie avvisaglie di influssi astigiani e vercellesi sul nostro territorio. D’altra parte la Storia è maestra di vita, si dice, ma, occorre aggiungere, solo per chi la vuol capire!”
“Dunque fusioni e/o incorporazioni centrate però sulla Comunita maggiore e cioè su Casale Monferrato. La nostra Città che negli ultimi 15 anni – un nulla di tempo – poteva davvero avere la Corte d’Appello, poteva davvero essere Co-Provincia con Vercelli mentre nel contempo, non lottando o lottando malamente, ha perso la sua Asl 21, ha perso l’Università, ha perso il Tribunale, ha visto la soppressione (speriamo momentanea, ma la cosa dura da tempo purtroppo) di essenziali linee ferroviarie, è pacificamente purtroppo in un declino pauroso”.
“L’ultima possibilità di un serio rilancio o anche solo di uno stop al detto declino può essere rappresentato dalle fusioni con dei Comuni in modo di aumentarne il peso contrattuale specie con le altre maggiori Comunità in generale ed in particolare con le tre che ci…assediano ormai da vicino e cioè Alessandria (da sempre purtroppo), Asti e Vercelli. Insediamenti di Istituzioni, mantenimento di Servizi di rilievo, ecc..ecc., si possono avere solo in una Comunità di certo peso, altrimenti la dispersione e l’allontanamento di essi altrove sarà un fatto del tutto consequenziale: basti leggere appunto cosa abbiamo perso. E quello che non abbiano ottenuto e quello che abbiamo perso, non lo ha non ottenuto e perso solo Casale Monferrato, ma l’insieme dei Comuni che hanno costituito e tuttora in parte costituisce il purtroppo sempre più debole nostro Territorio Monferrino. E che dire poi di molti altri Comuni anche notevoli gravitanti su Casale e posti nella confinante Lombardia che trovano sempre meno rispondenze ed interessi verso la nostra Città?”
“Oppure, l’altra possibile speranza di alternativa al declino continuo ed inevitabile, potrebbe essere quello di non piangerci più addosso – basta lamentazioni ipocrite – ed invece, di pensare, magari, a creare del nostro territorio un bel Parco Naturale del Monferrato fra l’altro con piante e con animali di ogni specie e con un grande centro di attrazione su di esso e dunque su Casale Monferrato. Abbiamo il Po, il re dei fumi che passa da noi, colline splendide, pianure anche, e via… una bella cittadina, ricca – e come – di storia e di cimeli, dal “ Passato” strepitoso che non si è voluto o non si è stati capaci, o tutte e due le cose, non si dice di valorizzare come dovuto, ma neppure semplicemente di difendere. Parco Naturale? Una battuta o una cosa seria? Di per sé appare una battuta, ma data la prospettiva, potrebbe essere una cosa seria in alternativa alla caduta ininterrotta”.
“Ho detto “speranza di alternativa…” perché sul come stanno andando ormai le cose da anni, la nostra Città sembra purtroppo sempre più diretta a diventare un grosso Borgo, privo di Istituzioni e Servizi di rilievo. Ci resta l’Ospedale Santo Spirito, ultimo prestigioso gioiello, ma con nubi minaccianti ridimensionamenti che già si sono profilate all’orizzonte”.

sabato 29 agosto 2015

Non solo uno slogan per il Monferrato dell'UNESCO


Non solo uno slogan per il Monferrato dell'UNESCO

 

 

 

A distanza di oltre un anno dall'avvenuto riconoscimento degli Infernot del Monferrato come Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco, l'Associazione Nuove Frontiere di Casale Monferrato ha voluto rivolgersi ad un suo stimato socio fondatore per avere il suo parere, in quanto da sempre voce dissonante rispetto al mainstream mediatico e politico locale, un personaggio che senza peli sulla lingua fin da subito aveva manifestato i suoi dubbi sulle effettive dimensioni e positive ripercussioni dell'evento e sulla capacità di saperlo sfruttare correttamente per incentivare il turismo.

 

Di Claudio Martinotti Doria

 

Il problema principale del nostro territorio, che avevo rilevato e denunciato fin dai primi anni '90 (soprattutto nella seconda metà del decennio citato, quando collaborai per alcuni mesi all'avviamento del GAL, Gruppo di Azione Locale del Basso Monferrato), era l'estrema frammentazione, sovrapposizione e parcellizzazione delle iniziative, prive di un'unità d'intenti, di una regia e di un coordinamento comune, senza una leadership rappresentativa ed autorevolmente riconosciuta e senza un'identità territoriale condivisa da proporre.

Se a questo aggiungiamo:

- le problematiche derivanti dalla secolare rivalità con Alessandria, che da diversi anni cerca di fagocitare la gestione del Monferrato sottraendola ai casalesi (unici depositari legittimi dal punto di vista storico culturale, anche se non sembrano particolarmente interessati e competenti);

- una scarsa cultura storica, non solo a livello di interesse popolare, ma cosa assai più grave, a livello politico istituzionale;

- una scarsa cultura ed attitudine all'accoglienza (leggasi anche calore umano) ed alla convivialità, doti essenziali per promuovere il turismo valorizzando il territorio;

direi che all'appuntamento con il riconoscimento dell'Unesco siamo pervenuti piuttosto impreparati a gestirlo, nonostante ci fosse stato tutto il tempo per conseguire degli auspicabili progressi (dai tempi del GAL sono trascorsi quasi una ventina di anni).

 

Anche se non esco quasi mai di casa, sono costantemente collegato alla rete (opero in internet fin dal 1996 e dispongo di alcune migliaia di contatti consolidati) e pertanto mi tengo al corrente degli eventi, proposte, iniziative, progetti, ecc. e dei loro esiti in ambito locale, quindi so che si è cercato di correre ai ripari rispetto ad alcuni dei problemi sopra segnalati, ma non sono sufficienti innumerevoli riunioni tra sindaci ed addetti ai lavori per acquisire consapevolezza e competenza se poi manca il background, un legante ed un obiettivo condiviso.  Per cui la mia impressione è che non sia affatto cessato il modus operandi precedentemente descritto, caratterizzato dalla frammentazione delle iniziative e dalla parcellizzazione delle offerte turistiche, con rischio connesso di isolamento, dispersione e vanificazione.

Non basta creare un calendario esaustivo elencando tutto quello che avviene su un determinato territorio affinché questo sia interpretato e vissuto dal potenziale turista come coeso, omogeneo, dall'identità ben definita e dalla forte attrattiva.

Quando neppure la popolazione insediata ha questa percezione, come possiamo pretendere di proporla ad un turista che vive altrove e viene solo per appagare una curiosità residua destata da un evento internazionale come il riconoscimento dell'UNESCO, che peraltro da ancora troppe persone è interpretato in maniera fuorviante?

 

Come ho avuto modo più volte di precisare, dal mio punto di vista è scorretto riferirsi al riconoscimento Unesco come se fosse esteso all'intero territorio del Monferrato, quando è limitato agli Infernot. E questo modo di operare ho rilevato essere ancora troppo diffuso, soprattutto tra gli operatori non casalesi.

Posso capirlo, perché non avendo nulla a che fare con il riconoscimento ma volendo essere coinvolti traendone benefici, devono forzare la mano abusando del riconoscimento. Intendiamoci, lo ripeto, è comprensibile, ma bisogna giocare pulito con i potenziali turisti, non prenderli in giro con i classici richiami per le allodole di tipo commerciale.

Negli eventuali messaggi di richiamo per i turisti occorrerebbe sempre specificare con precisione quali sono i siti riconosciuti dall'Unesco come Patrimonio dell'Umanità, e solo dopo riferirsi contestualmente all'intero territorio del Monferrato, che dal punto di vista storico è molto ampio, e quindi offrire loro percorsi ed eventi turistici che abbiano un senso, siano interconnessi e siano sempre di qualità. Tali proposte collaterali ai siti UNESCO devono essere concepite come complementari e non sostitutive ed antagoniste, rischio più che mai presente e che potrebbe degenerare inducendo confusione ed ambiguità, soprattutto a causa di discutibili accostamenti ed appropriazioni indebite cui sto assistendo.

 

Occorre però rilevare che "casualmente" entrambi i siti riconosciuti Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco insistono sul territorio monferrino di area casalese, ad iniziare dal primo, il Parco di Crea, seguito dagli Infernot, in prevalenza collocati nel Basso Monferrato.

Quindi spetterebbe ai casalesi saper cogliere l'opportunità elaborando progetti articolati derivanti da un'unica matrice storico culturale territoriale (comprendenti beni materiali ed immateriali), che tocca i più profondi vissuti quotidiani nel corso dei secoli, dalla vinificazione d'eccellenza alla devozione popolare.

Solo dopo aver acquisito questa consapevolezza ed impostazione di lavoro, si potrà poi pervenire ad uno slogan appropriato, ad un richiamo linguistico efficace che possa identificare la proposta complessiva, con coerenza e perseveranza. E non il contrario, come vedo fare da decenni, cioè inventarsi uno slogan e poi avvolgerci attorno qualche iniziativa localistica frammentaria, estemporaneamente inventata, senza alcuna connessione territoriale di area vasta e senza sedimenti storico culturali che abbiano fondamento.

Rammentiamoci sempre che il Monferrato Storico è vasto, è in pratica una regione non istituzionalizzata ma non per questo realisticamente meno esistente. Il casalese, come parte storicamente centrale del Monferrato ha il diritto di proporsi come leadership o capocordata ma con riferimento non solo localistico. E' vero che Casale, come ho scritto innumerevoli volte, è stata l'unica capitale storica del Marchesato di Monferrato (seppur solo nel Tardo Medioevo, in prossimità del Rinascimento), ma in quanto capitale deve occuparsi di tutto il territorio e non solo quello contiguo. Ecco perché, lo ribadisco, Casale per prima dovrebbe proporre la costituzione di una Fondazione per la Comunità Locale del Monferrato e di un Distretto Turistico Culturale del Monferrato, coinvolgendo quindi tutte le altre sedi marchionali del periodo medievale precedente, quando la corte era itinerante.

 

Solo dopo aver acquisito questi essenziali elementi di conoscenza, averli accettati cogliendone le potenzialità finora inespresse, solo allora si potrà pervenire a creare uno slogan efficace, che richiami tutti questi valori e significati.

In proposito confesso che questo slogan l'ho elaborato già da qualche tempo, da quando la leadership dell'associazione Nuove Frontiere (di cui sono stato uno dei fondatori) mi chiese di fornirgli un'idea per promuovere il turismo valorizzando il recente riconoscimento dell'Unesco.

Ho pensato ad uno slogan che potesse rappresentare l'identità ed i valori di un intero territorio, sfruttabile per divenire una specie di marchio identificativo di un’offerta turistica mirata ed omogenea, che possa funzionare come richiamo ed identificazione almeno del Monferrato di area casalese e del Basso Monferrato e possa fare da contenitore di tutte le iniziative che saranno elaborate e proposte in zona e nella pubblicistica che verrà diffusa all’esterno

Inizialmente quindi dovrebbe diventare lo slogan identificativo del Monferrato Unesco di Area Casalese, per poi eventualmente estendersi a tutto il Monferrato, secondo il gradimento e le adesioni che seguiranno, dipenderà molto dal modo in cui saprà essere proposto ed applicato dagli addetti ai lavori, oltre che dall'accoglienza che riceverà.

 

Lo slogan è il seguente: Dall'Inferno(t) al Paradiso, il Monferrato dell'Unesco.

 

Uno slogan estremamente sintetico, facilmente memorizzabile, dal significato immediato e non solo simbolico, che identifica senza alcun dubbio l'area di riferimento che vuole valorizzare e proporre per una fruizione che può variare da una semplice escursione ad una sosta prolungata in loco.

Occorre elaborare una grafica che richiami gli infernot con la Cappella del Paradiso del Santuario di Crea e la scritta dall’Inferno(t) al Paradiso, Monferrato Unesco

Dovrebbe divenire la modalità operativa per tutte le proposte turistiche culturali ambientali ed enogastronomiche per i tour operator, le visite guidate, le pubblicazioni, gli uffici turistici, gli stand nelle fiere, i gadget, la cartografia, la segnaletica, la convegnistica,  ecc..

Deve cioè identificare il nostro territorio e le sue potenzialità, l’unico dove è possibile compiere in tempi brevi e spazi ravvicinati un percorso “metafisico”, spirituale ma anche materiale (comprensivo quindi di beni materiali ed immateriali) dall’Infernot al Paradiso ma anche a ritroso, secondo lo stato d’animo ed i punti di vista dei fruitori, dal Paradiso all’Infernot, se si vuole anticipare la contemplazione, meditazione, preghiera, ecc., al piacere di ambienti suggestivi e dell'appagamento del palato.

Un contesto ambientale veramente ricco di storia, sia popolare, frutto di intere generazioni che hanno fatto grande la cultura contadina con scoperte ed innovazioni geniali in campo agricolo ed enologico, sia di storia politico militare e dinastica, la cui vastità e grandezza non è certamente possibile sintetizzare in poche righe, ma è percepibile dalle vestigia ancora esistenti e dall'interesse sempre maggiore che il Monferrato suscita tra gli storici a livello non solo nazionale.

 

 

 

mercoledì 12 agosto 2015

CAMPUS



 

Avere idee nuove vuol dire anche proporre soluzioni valide.

A questo punto perché non pensare a Oltreponte come un Campus scolastico, dove possono essere inserite alcune scuole del centro cittadino in aree come la ex IBL e la Marietti.

Tale proposta può essere attuata utilizzando i fondi per l’edilizia scolastica.

Il Campus presenta una valida soluzione che prevede oltre al recupero di aree dismesse la possibilità di aree per le attività non solo scolastiche ma anche sportive.

Ci sono anche vantaggi di mobilità e di servizi che possono ridare al quartiere una immagine di prosperità di cui godeva negl’anni passati con aziende che davano lavoro a numerose famiglie della città.

    


       Area ex IBL

 Area ex Marietti

lunedì 29 dicembre 2014

Buon 2015


Casale Monferrato  29/12/2014

 

Fine anno... tempo di bilanci e di aspettative per l’anno che verrà .

Cosa ci riserverà il 2015 ? Si troverà finalmente una cura per il mesotelioma ? Quanti casalesi , amici , parenti , conoscenti si dovranno ancora ammalare ? Nell’ultimo mese dopo la sentenza negativa della Cassazione e i molti servizi in televisione diversi  amici e conoscenti che abitano in altre regioni mi hanno chiesto “ Ma come fate ad abitare ancora a Casale Monferrato ? “ ed io a spiegare che la nostra città è una delle più bonificate dall’amianto in Italia ma nei loro occhi coglievo commiserazione e compatimento alle mie parole ..... Certo se era necessario ottenere finanziamenti  statali per completare le bonifiche può essere  comprensibile dipingere una certa situazione ma ora ? Come pensiamo di attirare turisti o nuovi  investimenti  imprenditoriali nel nostro territorio ? Riusciremo ad arrestare la curva demografica  che inesorabilmente dagli anni 70 continua a scendere ogni anno ?   Più che essere a conoscenza  che nel nostro Monferrato abbiamo ancora 1,5 milioni di metri quadri di coperture in amianto vorrei sapere quanti metri quadri, quante tonnellate vengono smaltite ogni anno nel nostro territorio . Il mio desiderio di cittadino comune  è quello di vedere su un display luminoso collocato in municipio o sulla rotonda di Oltreponte il dato sulla quantità di amianto che ogni giorno , ogni settimana viene smaltito a Casale  . In Italia sono state censite 34 milioni di tonnellate di amianto, ogni italiano e  anch’io è come se mi portassi sulle spalle più di 5 quintali di amianto, 500 kg.... quando sappiamo che basta una sola fibra  per farci ammalare . Quanti decenni dovranno ancora passare ?  E’ un dovere morale e civico smaltire questo veleno prima possibile !  E’ necessario vigilare su situazioni potenzialmente pericolose presenti anche nelle aree industriali dismesse ( vedere foto allegate dell’ex – stabilimento Smyth di via De Cristoforis ). Bonifiche e Ricerca della cura per il mesotelioma devono procedere di pari passo, vi sono nuove speranze legate a ricerche sugli estratti del carciofo e della curcuma e a Casale si aspetta di capire come verranno concretamente investiti in Ricerca i fondi disponibili grazie alle transazioni del 2009 . La Speranza è per l’anno che verrà con la consapevolezza che non si potrà mai abbassare la guardia.

Buon anno a tutti !

Massimo De Bernardi






























venerdì 12 settembre 2014

INNO PER CASALE

Da Nadia Mai

Fratelli  di Casale, Casale s'è desta

contro l'ignavia ora alza la testa

basta inefficienze, malgoverno, soprusi

ad essere schiavi non siamo più usi

vedendo lo stato in cui versa Casale

un giusto rifiuto finalmente c'assale

brandite l'orgoglio o miei cittadini

gl'inetti governi mandiamo ai confini

con l'impegno di molti compatti ed uniti

decadenza e ristagno saranno finiti

Casale è città di storia gloriosa

ch'ai fasti passati ora guarda orgogliosa

i padri onoriamo ch'han pugnato e sofferto

ai figli apprestiamo un futuro più certo

DIGA AD ACQUA FLUENTE

C.AL.CA. Comitato Alluvionati del Casalese   02 agosto   2018 Casale Monferrato (AL)   Oggetto : Osservazioni e comment...