lunedì 16 luglio 2012

Richiesta di De Bernardi di convocare il Consiglio Comunale entro fine luglio

Casale Monferrato 14 /07/2012 – prot. 1207.01

C.a. Sig. Sindaco Giorgio Demezzi
C.a Sig.Presidente Consiglio Comunale Grazia Bocca
C.a dei Capigruppo :
Marco Botta – PDL
Pietro Gilardino – Casale si cambia
Fabio Lavagno – Sinistra Casalese
Maria Merlo – Democratici per Casale
Giuseppe Primatesta- UDC
Davide Sandalo – PD
Riccardo Solerio – Lega Nord

p.c. Segreteria Aff. Generali – c.a. Dott.ssa Cristina Provera

Oggetto : Richiesta urgente per convocazione Consiglio Comunale entro fine Luglio

Egregi Signori,
come già anticipato verbalmente nella riunione Capigruppo tenutasi mercoledì 11 luglio in
occasione del previsto Consiglio Comunale ( successivamente rinviato causa mancanza
numero legale ) con la presente anche a nome della nostra Lista Civica Nuove Frontiere sono
a richiedere in modo formale la convocazione del Consiglio Comunale entro fine Luglio.
Pensiamo che gli argomenti che si dovevano trattare il giorno 11 luglio siano importanti per lo
sviluppo e la vita della nostra città , i nostri concittadini non comprenderebbero ulteriori
ritardi , a nostro parere esistono gli spazi , i modi e i tempi per poter “recuperare” entro fine
Luglio il Consiglio Comunale che non si è svolto lo scorso mercoledì.
Diventa difficile discutere di interrogazioni e Ordini del Giorno presentati molti mesi prima e
un ulteriore spostamento del prossimo Consiglio Comunale a settembre crediamo NON
verrebbe compreso e accettato dalla stragrande maggioranza dei nostri concittadini.
Confidando in un favorevole accoglimento della presente richiesta da parte di TUTTI i
Capigruppo , dal Sig. Sindaco e dalla Presidente del Consiglio resto in fiduciosa attesa di un
vostro gradito riscontro e porgo a tutti

Cordiali Saluti
Massimo De Bernardi
Consigliere Lista Civica Nuove Frontiere

Demezzi "silura" Bellingeri. De Bernardi (NF): "In consiglio mercoledì sera hanno perso i cittadini"

Casale Monferrato

Gli ex An chiedono di azzerare la giunta e Demezzi "silura" Bellingeri

Fonte: Alessandria News http://www.alessandrianews.it

Il sindaco mantiene l'urbanistica ad interim. Primi effetti del dopo consiglio. Una rottura tra ex An ed ex Fi complessa da ricucire. De Bernardi (NF): "In consiglio mercoledì sera hanno perso i cittadini"
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Arrivano i primi effetti del dopo consiglio comunale saltato. Da un lato i consiglieri comunali di ex provenienza An hanno chiesto a Giorgio Demezzi di “rilanciare l’azione amministrativa partendo da una verifica politico – programmatica e dall’azzeramento della giunta”. Dall’altro il primo ad essere “azzerato” nell’esecutivo è proprio un assessore in quota a questa parte del Pdl. Il sindaco nel pomeriggio di ieri, giovedì, ha revocato la delega all’urbanistica ad Ettore Bellingeri, avocandola, per il momento a sè. Curioso davvero il destino del sindaco Demezzi che nell’ultimo anno e mezzo ha dovuto aggiungere altre deleghe – oltre a quelle di sua spettanza – che avrebbero dovuto avere dei titolari negli assessori. E’ accaduto per le politiche sociali, per i trasporti, anche se non ufficialmente ma in pratica per la pubblica istruzione, ora tocca all’urbanistica.

Marco Botta, Paolo Cardettini, Giampiero Farotto, Michela Solerio e Pasqualino Calvi
evidenziano che “entro l’anno il sindaco Demezzi dovrà dirci cosa vuol fare. E’ chiaro che auspichiamo che continui a guidare il centro – destra casalese, ma dopo diverse dichiarazioni pubbliche di diversi registro , dovute probabilmente alle fatiche di un impegno amministrativo sempre condotto in prima persona, bisogna fare chiarezza”.

Sull’altro fronte arriva invece un documento a firma degli assessori Nicola Sirchia, Vito De Luca, Giuliana Bussola, del presidente del consiglio comunale Grazia Bocca e dei consiglieri Pietro Calonico, Edoardo Montiglio, Daniele Maggi, Stefano Calvaruso, Giorgio Barbano, Guido Gabotto, Fabio Micheletti, Vincenzo Lumello e Rossana Gianella si augurano, invece, che “Demezzi ponga con decisione la propria ricandidatura che, per quanto ci riguarda appare scontata e oltremodo meritata”. Nel suo intervento l’ex componenti di derivazione forzista punta più sui risultati raggiunti dall’amministrazione che a voler cercare la polemica anche se la ferita, comunque è aperta e difficilmente verrà rimarginata in tempi brevi. Dell’attuale situazione amministrativa si è anche discusso nel forum mensile di Nuove Frontiere giovedì sera.

“Non voglio entrare nel merito di quello che accade a casa d’altri – dice il consigliere Massimo De Bernardi – certo è che l’altra sera, davanti allo spettacolo di un consiglio che non riesce a partire hanno perso i cittadini. Sono stati lasciati indietro temi come l’amianto, il tribunale, i collegamenti ferroviari ed altro. Ho chiesto al sindaco che la seduta consigliare venga recuperata al più presto possibile”.
13/07/2012

venerdì 13 luglio 2012

Nuove Frontiere sul taglio del tribunale: 'Era la nostra linea del Piave, non ha retto'

Il presidente Riccio: 'Per rilanciare Casale occorre un tavolo a cui partecipino tutte le intelligenze cittadine'

 

Fonte: Casale News http://www.casalenews.it/index

La lista civica Nuove Frontiere, attraverso il presidente Alberto Riccio, si esprime sul recente taglio, deciso dal ministro della Giustizia Paola Severino, del tribunale di Casale, destinato ad essere accorpato con quello di Alessandria. “Tanto tuonò che piovve- scrive Riccio –! E così Casale Monferrato si appresta a perdere l’ultima istituzione che le era rimasta: il tribunale. Il Tribunale era la “linea del Piave”, ma questa volta non ha retto. La scure della “spending review” del governo Monti si è abbattuta anche sulla Giustizia, oltre che sulla sanità, pubblico impiego, ecc.”
“Trenta/quarant’anni di mancate riforme (o timidissime) da parte dei vari governi, di qualsiasi colore, che si sono succeduti alla guida del paese, hanno portato il paese stesso, ad un passo dal baratro, quasi verso il dissesto, per cui abbiamo dovuto affidarci al governo tecnico dei “professori”, che sta adottando l’attuale cura “da cavallo”, mentre con un po’ di buon senso e buona politica, si poteva iniziare in precedenza a fare qualche sacrificio, a prendere con gradualità alcune medicine , al fine di evitare l’attuale così traumatica cura chirurgica”.
“Ma si sa che in Italia le riforme utili per il paese, sono impopolari, c’è il rischio di far perdere il consenso elettorale, quindi è meglio, semmai, sbandierarle, ma lasciarle in un cassetto, che le facciano altri ed ora siamo arrivati al capolinea”.
“Casale perde il Tribunale, al pari di altre città piemontesi (Tortona, Novi Ligure, Acqui, ecc.)”.
“Però qualcuno è riuscito a farla franca; alludo al caso di Chivasso che aggregandosi con l’alleata Ivrea, hanno mantenuto il Tribunale (dicono che si siano mossi i politici e le lobby del capoluogo che non volevano accentrare a Torino quelle attività giudiziarie). Ma anche in altre realtà del Centro Sud (esempio: Spoleto, Barcellona, ecc.) i Tribunali non sono tutti saltati”.
“Qualche caso è anche paradossale: Sanremo, Tribunale costruito ex novo, considerato il più efficiente e produttivo della Liguria, viene accorpato ad Imperia, meno efficiente e più piccolo – il Tribunale di Castrovillari, pressoché ultimato (costo di 12 milioni di euro circa) verrà accorpato a Cosenza”.
“Per quel che conosco il Tribunale di Alessandria, mi chiedo come possa supportare e reggere l’impatto con l’accentramento delle attività degli altri tribunali soppressi della provincia”.
“Il nostro Ordine degli Avvocati di Casale, con il supporto anche di altri ordini professionali cittadini, si è mosso, in modo molto attivo, anche con coerenti proposte operative alternative alla chiusura (buona l’ipotesi della circoscrizione giudiziaria Chivasso-Casale, che ripercorreva un pezzo di storia con le due capitali del marchesato del Monferrato), ma non c’è stato nulla da fare (chissà se, a suo tempo, lo stesso Ordine degli avvocati si fosse battuto con lo stesso ardore per la corte di Appello a Casale, se l’epilogo fosse stato questo)”.
“Si era fatto leva anche sul processo Eternit, con la sua vasta eco mondiale, per preservare il Tribunale, anche come ristoro dai danni che la città aveva subito e subisce tuttora; il Tribunale di Casale poteva essere il centro giudiziario di riferimento in ordine ai risarcimenti e perché no, prevedere un centro specializzato contro i danni ambientali (anche Alessandro Lanteri, presidente di MON.D.O. lo aveva proposto durante un dibattito in un recente Forum dell’associazione Nuove Frontiere), tutto è stato vano”.
“Taluni si aspettavano una più ferma presa di posizione da parte di altre associazioni, anche di categoria, a favore del tribunale,  e il  dramma dell’amianto, con i relativi aspetti risarcitori, agli onori della cronaca, visto il grande “audience” internazionale che ha avuto, forse  poteva essere una potente leva nel  perorare maggiormente la causa del ns Tribunale”.
“Tutto inutile, il “ristoro” alla città “martire”, con il tanto auspicato  mantenimento del Tribunale, non c’è stato”.
“Casale poco tempo fa aveva perso un’altra importantissima istituzione in campo sanitario, l’ASL autonoma. Anche qui, vale la pena di soffermarsi brevemente sulla sua parabola storica. Nel 1939, l’ospedale di Casale Monferrato viene inaugurato solennemente dal Capo del Governo in persona. Negli anni 70, con la legge Mariotti, l’ospedale di Casale viene classificato tra gli “enti ospedalieri provinciali” (come l’ospedale di Alessandria). Vengono istituite, tra l’altro, modernissime unità di terapia intensiva (rianimatoria e cardiologica), il sottoscritto, allora, lavorava all’ospedale Molinette di Torino e  posso assicurare che il ns ospedale godeva di buona fama”.
“Con la riforma sanitaria e l’avvio del Servizio Sanitario Nazionale, Casale continua a mantenere la propria autonomia, dapprima con l’USSL 76 e successivamente con l’ASL 21”.
“Anni fa, con la riorganizzazione del Servizio Sanitario Regionale, ancorché la legge regionale prevedesse la possibilità per le province con più di 400.000 abitanti, di costituire una o più aziende sanitarie locali (e la provincia di Alessandria rientrava in questi parametri) venne deciso (d’accordo la Provincia e il Comune di Alessandria) di fare una unica ASL provinciale, l’ASL AL (con sede, o meglio “targa” a Casale)”.
“Ma anche in questo caso,  nell’ambito della regione Piemonte, qualcuno, nella fattispecie la provincia di Cuneo,  forse con maggior lungimiranza, attenzione al territorio ed acume politico (con il consenso di tutti gli schieramenti), si accorda nel costituire due ASL, nell’ambito provinciale, e vengono costituite le Asl di CN1 (Cuneo) e CN2 (Alba e Bra); in buona sostanza Cuneo rispetta Alba, la sua seconda città della provincia; cosa che Alessandria  sembra non voler fare nei confronti di Casale”.
“Vedremo ora cosa succederà e come si posizionerà Casale, con la provincia allargata ad Asti e con Alessandria che potrebbe essere capofila, ancorché con il Comune in stato di dissesto”.
“Un altro dato preoccupante è il calo demografico della ns città iniziato dagli anni settanta e non controbilanciato dagli immigrati, ora siamo circa 36mila residenti, ma, in precedenza, abbiamo toccato anche i 46 mila residenti. Alla luce di quanto sopra, si può essere ancora cautamente ottimisti sul futuro della nostra città? Difficile esserlo, ma un detto latino recita “spes ultima dea”.
“Siamo ormai  in uno stato precomatoso, teniamoci pronti tra non molto, a subire una ulteriore pesante svalutazione del patrimonio immobiliare cittadino (come se non bastasse l’IMU che stiamo pagando), settore immobiliare peraltro già asfittico”.
“Per tentare di arginare il declino della ns città, a mio giudizio, occorre che tutte le “intelligenze” dei vari profili professionali, imprenditoriali, delle varie associazioni di categoria, ecc. che sono rimaste e che abbiano voglia di mettersi in gioco,  si siedano spontaneamente ad un tavolo per discutere, convogliare e per far emergere idee e proposte sul futuro della città, allargato al suo vicino territorio monferrino e di un suo possibile rilancio”.
“Tutto ciò potrebbe essere anche di ausilio all’attuale classe politica locale  e a quella che verrà. Questo è l’appello che mi sento di fare, bisogna uscire da questo clima soporifero, di torpore e di cloroformio che sembra stia attanagliando gran parte dei cittadini casalesi, al fine di trovare un ultimo disperato scatto di orgoglio. Potrebbe essere l’ultima “chance”, prima del definitivo, irrimediabile, irreversibile, definitivo declino”.

Redazione On Line

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