venerdì 18 luglio 2008

INIZIATIVE – bollettino n.1

INIZIATIVE – bollettino n.1

Sintetico elenco degli incontri, delle iniziative assunte dall’11/06/08 (data del precedente forum) e/o in corso

1. Predisposizione lettera con un bilancio annuale delle attività a tutti i soci dell’associazione

2. Contatti informali avuti dal presidente su richiesta di esponenti politici

3. Incontro con on. Roberto Rosso ed assessore provinciale Simion su inizio ipotesi di Provincia Federata (Casale – Vercelli – Chivasso)

4. Incontro con consiglio di amministrazione dell’Unione Artigiani – strada Valenza, e prima discussione su ipotesi ed iniziative economiche di rilancio della città; visto il grande interesse espresso dalle parti, seguiranno altri incontri a breve

5. Breve incontro con esponenti del sindacato autonomo di polizia sui problemi della sicurezza;si è in attesa di alcuni dati tecnici per valutare eventuali prese di posizione da parte nostra

6. Riunione gruppo di lavoro su Turismo, Monferrato e relativa riappropriazione del Monferrato Casalese per valorizzarlo; delineate le prime linee guida

7. Articoli sui giornali

8. Prossime nuove iniziative:riunioni altri gruppi di lavoro (prime linee guida commercio, ecc.)

16/07/2008 Associazione Nuove Frontiere per la Difesa ed il Rilancio di Casale e del Monferrato

giovedì 17 luglio 2008

Nuove Frontiere sottopone al giudizio dei cittadini alcune osservazioni

Nuove Frontiere sottopone al giudizio dei cittadini queste

OSSERVAZIONI:

Ci sono uffici, ci sono….targhe, ci sono manifestazioni di un giorno che passano e vanno, c’è…l’effimero, il precario, il contingente, il momentaneo, ecc. ecc . E, per converso. ci sono le ISTITUZIONI che qualificano.

Le Istituzioni sono quelle che rappresentano un Territorio,lo qualificano. lo difendono, lo espandono, ed esercitano una influenza su altri territori più o meno vicini.

---- Casale M. negli anni ha perso le seguenti Istituzioni:

La Provincia,
La Banca d’Italia ( Filiale),
La Asl 21 ( il…cambio con la sede della Asl Unica, che non è più Asl di Casale, ma Asl AL e cioè di Alessandria, è stata una sconfitta, alla quale noi cercheremo di rimediare ).

---- Casale Monferrato poteva avere la Corte d’Appello sulla quale….fino a tre o quattro anni fa tutti in Casale erano d’accordo, ma che poi sono spariti non avendo più promosso alcuna iniziativa e questo perché Alessandria ha detto: No, alla Corte d’Appello in Casale Monferrato! Noi, a questa Istituzione, non rinunceremo!

---- Casale Monferrato perderà il Tribunale e fra non molto: la questione Corte d’Appello, per il semplice fatto di essere…questione sempre in piedi, potrà invece salvarlo. La prestigiosa Caserma Bixio è sempre lì in attesa di accogliere la Corte d’Appello, oltre ad altre Istituzioni o Uffici.|

----- Casale Monferrato rischia altresì di perdere anche la Diocesi e cioè l’ultima Istituzione. Indebolendosi infatti costantemente la nostra zona casalese, il Territorio verrà fagocitato da altri territori più forti e più attivi.

Casale Monferrato 16 luglio 2008

martedì 8 luglio 2008

Intervento sulla gestione dei rifiuti a Casale Monferrato

Articolo sui rifiuti
Casale Monferrato, 4 luglio 2008
Con riferimento ai vari articoli pubblicati sull’edizione del Monferrato del 27 giugno u.s incentrati sulla problematica dell’ambiente e dei rifiuti, prendendo spunto su alcuni di questi articoli, più contingenti per la nostra città, vorremmo fare queste brevissime osservazioni.
Prendiamo atto che “i generali del PD hanno finito di sorseggiare il té” ed hanno firmato l’armistizio, tornando a più miti consigli con la seconda lettera, meno preconcetta, a firma di Silvia Sorisio, e molto più dialogante e conciliante, che di fatto abroga e sostituisce la prima lettera, dai toni difficilmente accettabili e di dubbio gusto.
E si, perché la protesta di parte dei cittadini, quando avviene nelle forme democratiche e legali, deve essere rispettata (magari criticata, ma in ogni caso rispettata).
Tutti, ci è dato capire, hanno accettato il concetto e la necessità della raccolta differenziata. Una parte di cittadinanza sostiene che ci possano essere metodi alternativi al porta a porta, con isole ecologiche, ecc. (e ci sono esperienze di altre città che vanno in questa direzione).
Proprio su questo punto sentiamo di muovere una critica nei confronti dei nostri amministratori locali. Infatti un metodo così nuovo e rivoluzionario della raccolta differenziata (ed a maggior ragione del porta a porta) per la nostra città, avrebbe necessitato una maggiore informazione soprattutto preventiva, perché il ragionamento del tipo “bisogna andare avanti così perché abbiamo gia fatto gli investimenti”, è poco rispettoso nei confronti dei cittadini ed è altresì sbagliato fin dall’origine: prima si informa, si discute (seriamente), poi si decide e in seguito si fanno gli investimenti.
A proposito di investimenti: è dato conoscere ai cittadini quanto è costata e costa la raccolta differenziata come investimenti in conto capitale e spese correnti? O si dovrà scoprirlo con la prossima giunta comunale?
Si ringrazia per l’attenzione
Alberto Riccio (Presidente Associazione Nuove Frontiere per la Difesa ed il Rilancio di Casale e del Monferrato)

mercoledì 25 giugno 2008

Tutti i politici locali prendono ordini dai partiti (dal capoluogo), mentre noi SIAMO LIBERI

Tutti i politici locali prendono ordini dai partiti (dal capoluogo), mentre noi SIAMO LIBERI
Casale Monferrato, 18 giugno 2008
Vito De Luca e Franco Cellerino del nuovo partito PDL, hanno scritto una lettera pubblicata sul Monferrato della scorsa settimana, nella quale citano in modo espresso la Associazione Nuove Frontiere dicendo di concordare sulle sue proposte e cioè sulla Asl di Casale, sulla sede operativa del Turismo del Monferrato in Casale, sulla linea ferroviaria diretta Casale- Milano, sulla Corte d’Appello, sull’Archivio Storico ed invitando Nuove Frontiere ad evitare una frammentazione essendovi pressochè identica visione di sviluppo della città e del suo territorio.
Premesso che ci fa piacere leggere che esistono Forze politiche che condividono con noi dei presupposti fondamentali perché la caduta di Casale possa essere fermata, sperando che altri politici siano con noi concordanti, dobbiamo peraltro necessariamente fare alcune osservazioni di fondo.
La Associazione Nuove Frontiere promuove la realizzazione di un nuovo movimento politico per Casale Monferrato ed il suo comprensorio. Caratteristica prevalente che accomuna i suoi iscritti e simpatizzanti è la convinzione che solo un nuovo e diverso organismo potrà sostenere gli interessi della collettività. I partiti politici tradizionali sono spesso obbligati a seguire direttive che provengono dal di fuori: la decisione di sopprimere la nostra Asl da parte della Regione e la volontà della Provincia ( con le sue componenti di centrosinistra e centrodestra ) di non sostenere la sede della Corte d’Appello in Casale Monf.to, ne sono un esempio inequivocabile. Centrodestra e centrosinistra casalesi devono e dovranno necessariamente sottostare alle direttive dei rispettivi vertici di partito che non sono in Casale. Ed è sempre di più evidente che la nostra città non esercita alcuna influenza di rilievo nell’ambito della Provincia che ha il centro delle decisioni in Alessandria qualunque sia la Forza politica che governi detta città.
E’ dunque questo in primis il grande limite dei Partiti casalesi che Nuove Frontiere vuole assolutamente superare. Il successo che la nostra Associazione sta avendo, è proprio dovuto in primo luogo a questo modo nuovo di vedere la politica, sentendo la gente, coinvolgendola nelle discussioni che la riguardano per prendere infine quelle decisioni che più sono utili ed anzi necessarie alla città stessa, senza dover ricevere ordini da lontano: perché è chiaro che Nuove Frontiere non riceve ordini da nessuno!
Sulla questione ASL, Nuove Frontiere dichiara in modo deciso che Casale Monferrato ha ottenuto la sede della Asl Unica, ma ha perso la propria Asl, cioè ha perso una Istituzione fondamentale per il suo territorio; lo scambio ci è stato nettamente sfavorevole e non riusciamo a capire come Partiti di centrosinistra possano vantare quale vittoria, quella che in realtà è stata una sconfitta: Nuove Frontiere continuerà a battersi per riavere la propria Asl, visto che la normativa regionale lo consente (per inciso e come esempio, Alba, cittadina di circa 30.000 abitanti, ha la propria ASL).
Condividere un programma in tutto od in parte è cosa di per sé importante, ma solo persone “libere” da legami di qualsivoglia Partito potranno battersi e vincere se un domani il loro progetto dovesse essere ostacolato .
Associazione Nuove Frontiere per la Difesa ed il Rilancio di Casale e del Monferrato

martedì 10 giugno 2008

Gazebo in Piazza Mazzini a Casale Monferrato - 31 maggio 08

Gazebo in Piazza Mazzini a Casale Monferrato - 31 maggio 08
Sabato 31 maggio si è svolta la preannunciata manifestazione con gazebo in piazza Mazzini, dell’Associazione Nuove Frontiere per la Difesa ed il Rilancio di Casale e del Monferrato.
I temi su cui è stata sensibilizzata la cittadinanza sono stati i seguenti: il ritorno dell’azienda sanitaria cittadina, la sede operativa e gestionale del turismo del Monferrato e la riappropriazione del nostro “Monferrato”, la linea ferroviaria diretta Casale Monferrato-Milano, le sedi della Corte d’Appello e dell’Archivio Storico nella nostra città.
Il successo della manifestazione è andato oltre le più rosee aspettative ed ha confermato la voglia di uscire, dall’attuale immobilismo e declino, di gran parte della cittadinanza.
In particolare sono stati distribuiti alcune centinaia di schede/questionari ed oltre alle risposte e riscontri verbali e quelli, già preannunciati, che arriveranno tramite e-mail, ne sono stati compilati e consegnati direttamente qualche decina.
I cittadini, nel 60% dei casi, hanno dichiarato di condividere la totalità delle tematiche e tutto il programma, mentre la restante parte delle osservazioni e proposte, ha evidenziato il farsi carico delle seguenti ulteriori necessità:
 L’istituzione, nella nostra città, di altre facoltà universitarie decentrate, quali Giurisprudenza ed Architettura
 Migliori collegamenti ferroviari di Casale con Torino e Genova
In tale occasione, hanno aderito all’associazione alcune decine di nuovi soci
Associazione Nuove Frontiere per la Difesa ed il Rilancio di Casale e del Monferrato

venerdì 30 maggio 2008

Lettera aperta sulla Sanità. Maggio 2008

Lettera aperta sulla Sanità. Maggio 2008

Al Presidente della Regione Piemonte

All’Assessore Regionale alla Sanità

Al Presidente della Provincia di Alessandria

A tutti i Sindaci dei Comuni della Provincia di Alessandria

Ai capigruppo dei partiti politici di Casale Monferrato

L’Associazione Nuove Frontiere per la Difesa ed il Rilancio di Casale e del Monferrato vuole sensibilizzare l’opinione pubblica circa il problema della sanità che si è venuto a creare in provincia di Alessandria.
La Conferenza dei 195 Sindaci non è ancora riuscita a deliberare la sede legale dell’ASL AL, nonostante varie ed interminabili riunioni che si sono concluse con veti incrociati.
Ma quand’anche venisse definita la sede dell’ASL, che questa Associazione auspica a Casale Monferrato (secondo la proposta del Presidente della Regione Mercedes Bresso), la stessa sarà solo un “simbolo”(come affermato, in modo perentorio, recentemente dall’Assessore regionale della Sanità Eleonora Artesio) o avrà una ricaduta reale sulla realtà casalese, del Monferrato Casalese e delle altre zone circostanti (Moncalvo e Trino Vercellese)?
Potrà una conferenza dei Sindaci, composta da ben 195 membri, pensare di programmare una seria politica sanitaria condivisa in tutta la provincia di Alessandria?
Quanto tempo avranno per parlare? Se ognuno prendesse la parola per 5 minuti, la conferenza durerebbe ben 975 minuti,ovvero 16 ore e 25 minuti (ognuno può fare le proprie considerazioni!)
Inoltre dobbiamo considerare che i Sindaci della provincia di Alessandria rappresentano realtà territoriali disomogenee, quindi, in certi casi, molto differenti per non dire contrapposte (dall’appennino ligure, all’area collinare vinicola, a quella risaiola, alla “piana”, tanto per fare dei chiari esempi).
Questa Associazione prevede che, di fatto, il funzionamento di tale organismo assembleare sarà se non paralizzato, certo molto difficoltoso e poco funzionale con la conseguenza che il nostro territorio sarà sempre più confinato ed emarginato: è infatti facile prevedere un confluire sempre più compatto di interessi fra le diverse altre zone della Provincia rispetto alla zona casalese, aspetto peraltro già in atto in diversi settori.
La legge regionale consente di uscire da questo impasse, laddove prevede per le province con abitanti superiori a 400.000 (come per l’appunto la provincia di Alessandria) la possibilità di costituire una seconda ASL.
Pertanto, dopo il primo passo per noi irrinunciabile che è costituito dalla sede legale dell’ Asl unica a Casale Monferrato, il vero punto di arrivo è la ricostituzione della seconda ASL a Casale Monferrato
Anche in altre province piemontesi si è adottata questa soluzione.
Invitiamo pertanto le forze politiche ad un sano ravvedimento, da considerare in politica una virtù.
Invitiamo altresì le forze politiche ed i politici della ns. città di Casale Monferrato ad essere più autonomi ed a slegarsi dagli interessi di partito e da colleganze provinciali sempre più invadenti.
Casale Monferrato, maggio 2008
Alberto Riccio (presidente Associazione Nuove Frontiere per la Difesa ed il Rilancio di Casale e del Monferrato)

giovedì 22 maggio 2008

Documento sulla sanità cittadina – ASL ed Ospedale

Documento sulla sanità cittadina – ASL ed Ospedale
Casale Monferrato 14 maggio 2008
Sulla questione sede ASL in specie, si è scatenata una bagarre che ha assunto i toni di una autentica “farsa”.
Dopo varie sedute, l’assemblea dei sindaci (composta da ben 195 sindaci provenienti dai più lontani lembi della provincia e in rappresentanza di realtà territoriali disomogenee e quindi, in certi casi, molto differenti per non dire contrapposte) non è ancora riuscita a deliberare sulla sede dell’ASL provinciale.
Ovviamente si può anche capire che un cittadino di Ovada non veda di buon grado la sede legale a Casale, perché distante e quindi con un timore (per la verità in gran parte infondato) di dover sobbarcarsi un’ora di autovettura per fare una pratica sanitaria nella nostra città.
Il cittadino ovadese non deve preoccuparsi, infatti gli risponde prontamente l’assessore regionale alla sanità Eleonora Artesio che questa battaglia è fuori luogo, pretestuosa, infatti “è ormai chiaro a tutti che la sede legale rappresenta solo un simbolo” e quindi la sua collocazione non influenzerà in alcun modo la gestione dei servizi.
Allora cittadini casalesi, se la sede legale è solo una targa o, peggio, un “simbolo”, questa Associazione ritorna a rivendicare che si ricostituisca a Casale Monferrato la sede autonoma della ASL (intanto per intenderci: la ex ASL 21 di Casale Monferrato),così come indicato a suo tempo, anche dai 45 sindaci del territorio monferrino (compreso anche il sindaco di Casale Monferrato).
D’altronde la stessa legge regionale piemontese prevede per le province con popolazione superiore a 400.000 abitanti (come per l’appunto la provincia di Alessandria) la possibilità di costituire una seconda ASL, appunto la ASL di Casale Monferrato.
E’ chiaro a tutti, e i fatti lo stanno dimostrando, che un’assemblea di 195 sindaci, che rappresentano realtà anche territorialmente differenti, è ingovernabile ed in ogni caso soggetta a forme di paralisi e di inefficienze e non riuscirà mai programmare alcuna seria politica sanitaria condivisa in tutta la provincia; è facile presumere che il veto incrociato dei sindaci bloccherà di fatto il funzionamento di tale organismo assembleare, con la conseguenza che il nostro territorio sarà sempre più confinato ed emarginato.
In questo quadro generale, l’Associazione Nuove Frontiere è fortemente preoccupata per la sorte dell’ospedale Santo Spirito di Casale Monferrato (l’ospedale più importante in termini di risorse umane e tecnologiche della provincia di Alessandria, esclusa l’azienda ospedaliera San Antonio e Biagio di Alessandria).
Chi frequenta l’ospedale non può non respirare un senso di graduale disinteresse quasi “abbandono” che si percepisce, forse accentuato da un certo pessimismo che aleggia, parlando con alcuni operatori.
Devono ancora essere coperti i posti di primario nelle divisioni di Medicina, Cardiologia (e scusate se vi pare poco!), sono altresì vacanti i posti di primario in Dermatologia e Neuropsichiatria Infantile, la degenza di pediatria è ancora chiusa(nonostante che il numero dei nati nella ns.città sia superiore a quello di altre città della provincia), manca ancora l’apparecchio di Risonanza Magnetica Nucleare, tra non molto dovrebbe rendersi vacante il posto di primario di Laboratorio Analisi (a proposito vi ricordate il “golpe” estivo regionale di declassamento del laboratorio Analisi, a cui ha fatto seguito la ferma protesta dei primari ospedalieri?), e l’elenco potrebbe continuare.
Si sente parlare anche di un possibile depotenziamento dei servizi sanitari territoriali.
Non si sono ancora aggregati i servizi amministrativi (l’unica ASL provinciale aveva come logico corollario, anche di risparmio economico e di contenimento dei costi, la concentrazione di alcuni servizi).
Sulla base delle considerazioni fin qui fatte l’associazione Nuove Frontiere rivendica il ritorno dell’ASL autonoma di Casale Monferrato, in conformità al dettato normativo regionale che prevede la possibilità di costituire la seconda ASL nella provincia di Alessandria:ritorno del resto quanto mai necessario, visto che vi sono realtà territoriali extra provincia, come le zone di Moncalvo e di Trino Vercellese, che, con il tempo si finirebbe di perdere.
Se si riuscirà ad arrivare a questa soluzione, già in questa legislatura regionale bene, in caso contrario il tema sarà riproposto in modo chiaro e deciso alla popolazione in occasione delle prossime elezioni amministrative locali e regionali.
Sappiamo quali sono le forze politiche cittadine, che hanno commesso, secondo noi, un grave errore, nell’affossare l’ASL 21 di Casale Monferrato ed abbandonarla al suo destino e di questo, quelle stesse forze politiche ne risponderanno agli elettori casalesi, tra non molto.
A meno che, sul tema non si cambi idea e ci si ravveda, fatto possibile anche in politica e si crei quella auspicabile “compattezza capace di superare gli steccati politici”, così come sostiene il direttore del Monferrato, nel suo commento ad un articolo, nell’edizione del 9 maggio u.s.
Forse è ora di lavorare tutti insieme per fermare il declino e rilanciare la città di Casale Monferrato
In conclusione questa associazione vuole rivendicare con fermezza la ricostituzione dell’ASL di Casale Monferrato
“Nuove Frontiere”, Associazione per la Difesa ed il Rilancio di Casale e del Monferrato

domenica 27 aprile 2008

Precisazioni dopo i riferimenti pubblicati su Il Monferrato al probabile candidato Sindaco

Egr dr. Marco Giorcelli
Direttore “Il Monferrato”
Con riferimento ad indiscrezioni sulle future elezioni amministrative, riportate dal vs. giornale, circa una possibile candidatura di Massimo Debernardi a Sindaco per Nuove Frontiere, l’associazione precisa di non aver ancora iniziato alcuna discussione in merito alla individuazione del Candidato Sindaco.
Tanto era doveroso precisare per una corretta informazione.
Ringrazio per l’ospitalità e porgo i migliori saluti
Alberto Riccio
(Presidente Associazione Nuove Frontiere per la Difesa ed il Rilancio di Casale e del Monferrato)

mercoledì 16 aprile 2008

TURISMO MONFERRINO.

TURISMO MONFERRINO.
Non è campanilismo: è realtà storica di assoluta attualità. Sede Asl
Casale Monferrato, 16 aprile 2008
Come “Nuove Frontiere”, Associazione per la Difesa ed il Rilancio di Casale e del Monferrato, abbiamo fin dalle origini insistito molto sull’identità monferrina e sull’orgoglio che dovremmo sentire in particolare come Casalesi, essendo stati per secoli Capitale del Marchesato e poi del Ducato di Monferrato e quindi sull’importanza di recuperare le nostre radici storiche.
Non è affatto solo velleità culturale, ma è una questione che ha importanti ripercussioni socioeconomiche, come dimostrano i tentativi di impossessarsi del “marchio territoriale” di Monferrato da parte di soggetti estranei al Monferrato stesso. Si tratta di abusi ed appropriazioni indebite più volte denunciate dalla nostra associazione, che rischiano di deviare gran parte del turismo dalle nostre zone ad altre estranee o comunque marginali al Monferrato: i risultati sono sotto gli occhi di tutti, e noi come Area Casalese, rischiamo di rimanere sempre più isolati ed emarginati, pur essendo storicamente i legittimi detentori dei diritti.
Basterebbe anche solo leggere i giornali locali o fare una ricerca in Internet per rendersi conto di come la nostra denuncia sia più che fondata. Quando arrivano i turisti richiamati da qualche iniziativa che sfrutta il richiamo del Monferrato, quasi sempre sono dirottati altrove e non toccano il territorio del Monferrato casalese e l’ex Capitale Casale Monferrato, ma al più li sfiorano. Come mai? Dobbiamo desumere che coloro che lavorano per promuovere il turismo a livello casalese siano isolati, non sappiano coordinarsi o siano boicottati e penalizzati? Oppure siano incompetenti e passivi?
Il progetto Turismo Monferrino va affrontato in modo serio con la consapevolezza delle sicure ricadute sul territorio.
L’alessandrinizzazione del turismo monferrino deve cessare. Nuove Frontiere promuoverà Casale Monferrato come leadership del suo territorio diffidando chiunque che, abbagliato dello slogan “ vedere in grande “, continui a svendere il nostro Comprensorio !
Quindi riappropriamoci del diritto di fruire ed usufruire del marchio territoriale di Monferrato, dimostriamo fierezza di essere monferrini e casalesi e puntiamo su un turismo che si concili con le grandi qualità e le grandi tradizioni storiche del nostro territorio. Evitiamo sterili polemiche, mistificazioni e soprattutto l’indifferenza che è la morte della nostra identità e predisponiamoci ad agire con determinazione e fierezza.
Quanto alla vicenda sempre più grottesca della Sede della Asl Unica, Nuove Frontiere è intervenuta più volte sostenendo l’esigenza e la fondatezza delle due Asl provinciali ( di cui una a Casale Monf.to ). La Presidente della Regione Mercedes Bresso indicò come sede di Asl unica la città di Casale Monferrato ed i 45 Sindaci del Monferrato Casalese alla unanimità l’accettarono.
Quindi le disquisizioni bizantineggianti se non offensive verso la nostra città di Casale Monferrato, dirette a vanificare degli accordi intervenuti, non debbono più proseguire oltre, altrimenti la Regione Piemonte ci ridia la nostra Asl 21.
Vista l’importanza, sul tema Sanità ed Asl, ritorneremo fra breve.
Casale Monferrato, 16 aprile 2008
Il direttivo di “Nuove Frontiere”

sabato 12 aprile 2008

E’ arrivata la notizia che la Presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso ha indicato in Casale Monferrato la sede dell’ASL provinciale

Casale Monferrato, Giugno 2007
“Tanto tuonò che piovve!”. E’ arrivata la notizia che la Presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso ha indicato nella città di Casale Monferrato la sede dell’ASL provinciale unica.
Orbene se tali scelte hanno una certa logica e devono essere motivate su determinati requisiti e parametri i più possibili oggettivi, bisogna affermare che nella fattispecie lo possono essere.
Infatti, nell’ambito della provincia di Alessandria, la struttura sanitaria più importante come numero di risorse umane e tecnologiche utilizzate é senza dubbio l’ospedale Santo Spirito di Casale Monferrato (tralasciando ovviamente l’Ospedale civile SS.Antonio e Biagio con di Alessandria che é Azienda Ospedaliera e quindi azienda autonoma dal resto dei presidi ospedalieri della provincia di Alessandria) e quindi questo aspetto ha maggior rilievo sotto il profilo sanitario rispetto alla semplice circostanza che Alessandria é il capoluogo di provincia.
Pertanto l’indicazione di Casale é pertinente e coerente, semmai ci si può lamentare come tale indicazione sia pervenuta solo ora.
Con tale scelta il ruolo della città di Casale ne uscirebbe rafforzato, potrebbe essere un primo segnale importante di arresto del declino della nostra città e la base di partenza per un suo rilancio graduale.
Aspetto decisivo e fondamentale della scelta della sede della ASL Provinciale a Casale é il mantenimento dell’unità del territorio, con ciò si eviterebbe la disgregazione del territorio del Monferrato Casalese, in cui recentemente si notava qualche piccola crepa.
Come già ben e lucidamente evidenziato anche da codesto giornale,il rafforzamento del ruolo della città di Casale avrebbe ricadute positive su altri fronti, in primis la difesa del tribunale e successivamente il rilancio dell’ipotesi della Corte di Appello..
In tale contesto si potrebbero riprogettare varie iniziative turistiche, storico-culturali, ecc., tese a rendere coeso il territorio, nonché politiche di difesa ambientale.
La situazione che si sta venendo a creare é emblematica nel dimostrare che quando ci si batte decisamente, con l’apporto anche della società civile, determinati risultati si può sperare di ottenere.
L’associazione Nuove Frontiere si ritiene complessivamente soddisfatta di aver sensibilizzato i cittadini casalesi e monferrini, su questo aspetto, e fatto da pungolo e da stimolo alle forze politiche.
Peraltro le perplessità sulle difficoltà di gestione di una unica azienda sanitaria provinciale, che anche questa associazione aveva sollevato, permangono tutte.
Difficoltà legate alla gestione di ben sei ospedali (Casale Monferrato, Valenza, Tortona, Novi Ligure, Ovada ed Acqui), con un organico di personale di circa 4.000 dipendenti, con una popolazione di circa 430.000 assistiti ed un’affollatissima assemblea di sindaci (circa 190 comuni).
D’altronde, sull’ipotesi della sede ASL a Casale, si stanno già levando le proteste alessandrine e di alcune rappresentanze delle zone a sud di Alessandria, zone molto legate e gravitanti prevalentemente su Alessandria e che hanno pochi contatti con la nostra area del Monferrato casalese(...).
Solo per essere chiari, un residente a Novi Ligure ben difficilmente si sposterebbe a Casale per cure ed assistenza sanitaria e lo stesso capiterebbe ad un casalese che non si sposterebbe di buon grado a Novi Ligure.
In definitiva, la soluzione di due aziende sanitarie locali nella provincia di Alessandria potrebbe risultare ancora la preferibile, con il vincolo ineludibile che una azienda abbia la sede a Casale, perchè se ciò non fosse e Casale venisse “scippata”, all’ultimo momento, della sede dell’azienda sanitaria, allora si creerebbero inevitabilmente possibili altri scenari di riposizionamento geografico e riaggregazioni territoriali.
Pertanto l’Associazione Nuove Frontiere invita tutti, dalle forze politiche, ai sindaci quali rappresentanti delle comunità locali, ai singoli cittadini, a vigilare e mobilitarsi fino alla fine, con decisione e senza tentennamenti, ne va del futuro di Casale e del Monferrato.
Casale Monferrato, Giugno 2007
Alberto Riccio – Associazione Nuove Frontiere per la difesa ed il rilancio di Casale e del Monferrato

giovedì 3 aprile 2008

IN PRIMO PIANO. L'articolo qui pubblicato è stato tra quelli maggiormente recepiti a livello istituzionale locale, pur senza riconoscimenti formali

Alcune considerazione sulla gestione locale dei rifiuti
Casale Monferrato, 12 luglio 2007
Alcune considerazione sulla gestione locale dei rifiuti
Ci permettiamo come NUOVE FRONTIERE di intervenire sull’argomento che tiene banco da mesi sui giornali locali, non per aggiungere aspetti tecnici o per polemizzare, ma per fornire dei rilievi generali e funzionali che ci è parso non siano stati finora posti all’attenzione dell’opinione pubblica.
Il primo è inerente alla direzione intrapresa ormai da molti anni dall’U.E. e che l’Italia ha contribuito fattivamente fin dall’origine ad indicare ed alla quale aderisce tutt’ora (anche se ultimamente non sembrerebbe, a causa delle molteplici condanne che ha subito per inadempienze).
L’U.E. ha fornito due indirizzi chiari cui tutti gli Stati dovrebbero adeguarsi e che riguardano il nostro problema:
la trasparenza e l’accesso agli atti pubblici e la partecipazione popolare alle scelte fondamentali (quindi il diritto all’informazione e partecipazione)
il libero mercato, fondato sulla concorrenza ed una maggiore tutela dei consumatori ed utenti (competizione e garanzie di prodotto e di servizio)
Si provi a valutare come questi due indirizzi politici e strategici siano stati applicati a livello locale nella gestione dei rifiuti, in una fase delicata come il passaggio al sistema della raccolta domiciliare, il cosiddetto “porta a porta”.
Per pervenire ad una simile scelta e per poterla ben attuare, era necessario iniziare a consultare la popolazione con molto anticipo, condividere l’iniziativa o valutare alternative, con la preparazione accurata del caso, soprattutto a livello di informazione ed assistenza, in particolare considerando che la popolazione locale è soprattutto anziana, con indici di anzianità socio-anagrafica tra i più elevati al mondo: non si può non tenere conto di aspetti così importanti quando si fanno certe scelte fondamentali. Per usare le parole del Ministro Linda Lanzillotta apparse in questi giorni sui giornali " Le scelte che impattano sulla democrazia devono essere trasparenti e devono essere spiegate in ogni passaggio. Il "no" fa presa sulla paura della gente, il "sì" deve basarsi sull'utilità delle scelte positive. Con un certo ritardo, pare che la provincia di Alessandria stia correndo ai ripari avviando delle consultazioni (che si fondano appunto sulle disposizioni dell’UE poi recepite dallo Stato, cui abbiamo fatto cenno), ma a questo punto pare ovvio che grandi disagi per non dire altro, siano inevitabili: gli investimenti effettuati e gli oneri aggiuntivi per gli utenti sembrano ormai irreversibili, talchè pare improbabile che l’Amministrazione Comunale voglia ritornare sui suoi passi.

Con il secondo aspetto quello riferito al libero mercato intendiamo solo rammentare che la gestione dei rifiuti è a tutti gli effetti un servizio, e come tale può essere realizzato da qualsiasi organizzazione (pubblica o privata o mista) che sia in grado di effettuarlo. La scelta, secondo logica e convenienza, dovrebbe allora ricadere sul miglior rapporto qualità prezzo che sia riscontrabile sul mercato e quindi garantito o da un’azienda seria e operativa da tempo (collaudata), oppure da uno staff di consulenti e/o manager che abbiano maturato esperienza e qualifiche specifiche.
Quindi se per ipotesi dovessimo scoprire che sul mercato esiste un’organizzazione in grado di effettuare il servizio, supponiamo con un costo inferiore del 30%, rispetto al nostro, riscontrato direttamente in un territorio analogo al nostro come caratteristiche, perché ci deve essere impedito di cambiare il fornitore del servizio? Perché dovremmo continuare a spendere di più? Abbiamo forse stipulato un matrimonio indissolubile? Nella nostra area territoriale il mercato è monopolistico, un solo "competitor" fissa i prezzi, mentre, come auspicato anche nelle direttive comunitarie, se ci fosse la libera concorrenza con più società partecipanti alle gare, indubbiamente i cittadini avrebbero dei vantaggi economici.
Poi vi sono altri due aspetti che si possono ritenere essenziali per la predisposizione di tutti i fattori che concorrono al successo di un’iniziativa importante come questa, che nella nostra località sono stati decisamente trascurati, mentre in quella presa a riferimento e modello, cioè il bacino di Chieri, non lo sono stati.
Ci riferiamo all’aspetto" educativo" ed a quello del" controllo" e "repressivo" (quando necessario). Per realizzare il primo, ci si doveva dedicare all’educazione nelle scuole, ovviamente partendo almeno uno o due anni prima, perché è risaputo che i bambini per una loro maggiore sensibilità recepiscono prima e meglio questi messaggi di rispetto per l’ambiente ed assumono comportamenti coerenti: di conseguenza i bambini per primi esercitano una successiva pressione sui genitori e li controllano inducendoli a comportarsi in modo. Contemporaneamente o poco dopo, si sarebbe dovuto avviare una capillare e perseverante campagna informativa presso le famiglie.
Il secondo aspetto assolutamente trascurato a livello locale è il potenziamento degli organi di vigilanza. E non pensiamo a dei professionisti a pagamento, perché graverebbero sui costi del servizio, ma ci riferiamo al volontariato qualificato, per effettuare controlli a costo zero o quasi, come è avvenuto ad esempio a Chieri dove ne è stato fatto un utilizzo intenso, soprattutto nelle prime fasi di avviamento del servizio, sia a scopo di prevenzione che di repressione dei comportamenti non corretti (abbandono di rifiuti). È infatti evidente a chiunque che con il nuovo servizio di raccolta domiciliare “porta a porta” aumenterà il rischio che i rifiuti siano abbandonati sul suolo pubblico, incrementando i costi di bonifica che ricadranno sugli utenti … mentre con un valido presidio territoriale ed ambientale questi rischi si ridurrebbero. Quali iniziative sono state prese a tal proposito sul territorio casalese?
Ecco questi sono alcuni dei rilievi e delle osservazioni fondamentali per una miglior e più serena convivenza civica che ci siamo sentiti di esporre alla cittadinanza ed alle forze politiche.
Casale Monferrato, 12 luglio 2007
Direttivo di Nuove Frontiere

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